Methos e la normalissima favola di “Un giorno come gli altri”

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Methos un giorno come gli altri

Da venerdì 28 marzo è disponibile “Un giorno come gli altri” il nuovo singolo di Methos, cantautore classe 2003, nato a Siracusa e cresciuto artisticamente a Livorno, che negli ultimi anni si sta facendo notare per la sua scrittura dalla natura cantautoriale, unita a un sound che intreccia modernità e tradizione.

Moderno e allo stesso tempo tradizionale è anche il sound di questo pezzo. “Un giorno come gli altri” è il racconto delle emozioni umane che si celano in maniera incredibile anche dietro una giornata apparentemente banale. La penna di Methos, in questo, mostra già una grandissima maturità. Le immagini che descrive sono espressive, chiare, vivide.

La descrizione dei dettagli ci permette di entrare in questa quotidianità come se fosse la nostra. E così, anche le più semplici scene si caricano di un’atmosfera poetica.

Il quotidiano nasconde un fenomeno tanto misterioso quanto inarrestabile, quello dello scorrere del tempo. L’alternarsi delle stagioni diventa la metafora dell’esistenza: nel ripetersi giorno dopo giorno delle azioni che compongono la nostra routine, spesso non ci accorgiamo del tempo che ci attraversa, che ci scorre tra le dita, per poi ritrovarci a chiederci come siamo arrivati fino a qui. Eppure, al di là dello scorrere degli eventi, nel cuore del protagonista rimane viva una connessione profonda con la persona amata: è questo l’unico punto fermo di un universo che sembra scorrere via iper-velocemente. 

Mentre tutto scorre, il sentimento rimane, sospeso. 

E arrivato il tempo della sera
E arrivata la primavera
L’albero fa nuovi frutti
L’autunno li fa fuori tutti
Ma dentro me
C’è qualcosa che sento che fuori dal tempo è
Amandoti forte ho preso una parte di te

La traccia è impreziosita dal pianoforte di Silvestro nel Cosmo, capace vita a un’atmosfera intima e potente e di sostenere la poeticità delle scene descritte. Il suono si arricchisce di archi e synth che trasportano l’ascoltatore in uno spazio onirico, quello spazio dove poter ragionare sul mistero del tempo, ma anche sulle nostre emozioni.

Nonostante la giovane età, Methos è capace già ora di narrare il quotidiano (materia che appare molto più semplice e scontata di ciò che veramente è) attraverso una lente romantica e malinconica. La sua sensibilità è la sua carta più preziosa, una virtù che speriamo possa sempre conservare gelosamente.

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