Caterina Cropelli vuole vivere “Spettinata”

Vivere fuori dalle regole, fuori dagli schemi, spettinati: Caterina Cropelli canta della sua entusiasmante libertà in “Spettinata”, il suo nuovo singolo scritto a quattro mani con Gio Evan.
In questo divertente e ritmato brano possiamo ritrovarci quando abbiamo voglia di stare da soli, di essere noi stessi, fieramente, senza paura di essere disordinati. Amarci per chi siamo davvero, anche con i capelli fuori posto.
Ma cosa significa essere spettinati? Ne abbiamo parlato con Caterina Cropelli.
“Spettinata” è un po’ un inno al prendersi cura di sé e accettarsi per ciò che si è, senza forzature. Da dove nasce il bisogno di affermare questa necessità?
Questa canzone nasce da un’ idea di Gio Evan ed è per me stata una scrittura fondamentale perché mi ha aiutato a metabolizzare alcune cose che stavo vivendo, e sto vivendo tutt’ora nella mia vita. Volersi bene è una cosa che si impara giorno per giorno. Gio mi ha aiutata a scrivere una canzone che forse mi aspettava da tempo ma che non avevo il coraggio di scrivere.
E per te cosa vuol dire essere “Spettinata”?
“Spettinata” al di là della chioma disordinata è un’immagine figurativa che vuol dire andare oltre alle apparenze, oltre al giudizio degli altri ma soprattutto di noi stessi che siamo spesso così severi nei nostri confronti. È l’imperfezione che rende la persona unica, altrimenti saremmo fatti con lo stampino e ognuno di noi è una meraviglia della natura.
Anche il videoclip, nella sua semplicità, trasmette tutta la gioia che si prova nel poter essere sé stessi liberamente, nella propria casa. L’hai registrato da sola? Com’è nata l’idea di un video di questo tipo?
L’idea iniziale è partita dal voler fare un video Lyric, solo che poi ci ho preso un po’ la mano…
Sicuramente è un video che vuole trasmettere un po’ di spensieratezza e di gioia. L’idea era quella di girarlo da sola piazzando come si può vedere dal video una telecamera fissa, ma fortunatamente Michele, di Wasabi Film Makers, ha avuto clemenza e si è fermato con me ad aiutarmi, perché comunque è innegabile che in due si faccia prima. Dico solo che ad una certa ho dovuto chiamare il mio vicino di casa per aiutarci con i palloncini è stata una scena veramente divertente: la telefonata è stata “scusa Pier potresti scendere a tirarmi dei palloncini?” Non vi dico la sonora risata dall’altro capo e la risposta “scendo immediatamente”. Poi con la magia che contraddistingue un po’ il personaggio di Gio ad una certa sbuca anche lui per gli occhi più attenti. Mi sono divertita molto anche questa volta!
Hai scritto questo brano a 4 mani con Gio Evan, con cui avevi già collaborato in passato. Com’è andata questa volta?
Con Gio ci conosciamo ormai da qualche anno e tutto è nato per caso nel 2021 quando mi sono trovata ad aprire un suo concerto e di lì poi da cosa nasce cosa, ci siamo rivisti spesso sempre per queste occasioni. Un giorno mi manda una sua canzone che sembrava veramente mi fosse stata scritta addosso, Groenlandia che fa parte del mio secondo disco “In Queste Stanze Piene”.
Questa volta invece mi ha mandato un’idea che poi io ho portato a conclusione. Come dicevo prima lo ringrazio molto perché mi ha fatto cantare parole che probabilmente non mi sarei cantata.
Stai lavorando anche a un nuovo album che uscirà quest’anno. Cosa ci vuoi raccontare di questo nuovo progetto? Sarà anche questo un disco “spettinato”?
Sto scrivendo questo terzo disco ed è tutto in divenire, non so mai bene dove vado a parare perché alle volte il mio istinto arriva prima di me, quindi io intanto scrivo e sono certa che da qualche parte si arriverà, anzi magari ci si stupirà pure di dove si è arrivati. Questo disco vede vecchie collaborazioni e nuove collaborazioni di cui sono molto entusiasta, per ora non anticipo nulla ma chissà cosa il futuro porterà!