10 giri intorno al mondo: quando si ferma CURA?

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Una storia infinita, un loop che si ripete, tra parole urlate, incomprensioni, confusioni, tentativi di resistere a una ripetizione che non sembra volersi arrendere alla propria volontà. 10 giri intorno al mondo, ultimo progetto della cantautrice CURA, è tutto questo. Una riflessione intima e profonda sulle proprie ricorsività.

Di tutto questo ne abbiamo parlato direttamente con lei. In un confronto aperto e analitico, CURA ci ha accompagnati nella sua storia, nei suoi ricorsi, nei suoi cerchi.

Il tuo ultimo brano, “10 giri intorno al mondo”, è un ritorno sui propri passi, sulle gioie e i dolori di quelle coppie che stanno insieme secondo un meccanismo concentrico, in cui ci si prende e lascia per poi fuggirsi al momento di costruire. Quanto la musica aiuta a prendere distanze, a trovare lucidità nei percorsi dell’amore? Si può definire come autoanalisi?

Più che un ritorno è un non riuscire ad andarsene, psicologicamente. Dalla vita di una persona possiamo andare fisicamente via, ma nella sua mente potremmo rimanere incastrati per molto più tempo. La musica aiuta a non dimenticare, ma a far andare avanti grazie alla forza di tirare fuori tutto. Un percorso totalmente introspettivo.

Nonostante il tuo nuovo brano parli di ricorsività, di giri che si compiono intorno ad un amore impossibile, dell’attesa dell’eterno ritorno senza evoluzione, la tua musica è evoluta molto. Che cosa è cambiato nella tua composizione e nel tuo stile, negli anni?

Senz’altro la melodia e i testi raccontano le storie che ho vissuto e che a volte tornano nei miei pensieri, ma la musica in generale per un artista è in continua evoluzione. Sicuramente tra un EP e l’altro si percepirà il cambiamento e la maturazione artistica, come per tutti.

Nel brano “Curami” dici: “siamo soli io e te, non mi vedevo da molto così.” Lo sguardo di un altro, degli amici, del partner ma anche di un pubblico, quanto conta nella maniera in cui poi ti racconterai?

Conta, ma sto cercando di pensare poco a quello che pensano gli altri in generale. Quella frase in particolare l’ho scritta a me stessa.

Sei stata corista per diversi artisti tra cui Alex Britti. Cosa si prova ad accompagnare, e come ci si accorda alla musica di un altro artista?

È molto diverso quando lavori per altri artisti. Fa crescere artisticamente e professionalmente tanto quanto il proprio progetto personale, anche se sono due cose molto diverse. È molto bello, a me piace tantissimo e mi auguro di farlo per molto tempo.

Cosa ti piacerebbe, se potessi dare una direzione inedita o espandere la ricerca sulla tua musica, inserire in un nuovo disco? Quali nuove sonorità cercheresti e/o collaborazioni con altri artisti?

Mi piacerebbe tantissimo unire i mondi musicali. Sicuramente con altri artisti. Nel mio nuovo EP in uscita ci saranno delle belle sorprese.

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